Il Cinema Dopo la Pandemia

Autore: Giulia Greci

Sul grande schermo o in streaming… o entrambi?

Nonostante già nel 2012 il regista David Lynch criticasse, in uno spot parodico, la possibilità di vedere i film sullo schermo del proprio telefono, definendo tale esperienza «un inganno» non paragonabile nemmeno dopo «un trilione di anni» all’esperienza cinematografica, oggi lo streaming su pc e smartphone è diventato una delle forme di fruizione del cinema più apprezzate dal grande pubblico, tanto da arrivare a competere con le tradizionali sale cinematografiche o addirittura a minacciarne la sopravvivenza.

In particolare il 2020, a causa dello scoppio della pandemia da Sars-Covid19, che ha portato all’imposizione di norme restrittive o alla chiusura forzata dei cinema di tutto il mondo, si sta rivelando un anno cruciale nel dibattito che, da circa una decina di anni, vede contrapporsi volti più o meno noti dell’industria cinematografica: i nostalgici del grande schermo e i pionieri del piccolo e del piccolissimo schermo.

Il distanziamento sociale, la chiusura degli esercizi e la quarantena hanno influito sul modo d’intendere l’esperienza cinematografica, mettendo in evidenza la malleabilità del cinema, da sempre in grado di adattarsi all’andamento ondulatorio dei gusti e alle necessità degli spettatori.

Innanzitutto lo streaming ha dimostrato di poter essere una forma di visione più smart e immediata, in grado di fornire intrattenimento direttamente da casa, senza il bisogno di recarsi in luoghi pubblici e affollati. A causa dell’elevata infettività del Sars-Covid19, infatti, moltissimi luoghi di aggregazione, tra cui cinema e multisala, sono stati costretti a chiudere per lunghi periodi, subendo ingenti danni economici e rischiando, nei casi peggiori, il fallimento. In Italia, in particolare, le sale cinematografiche sono state costrette a chiudere al pubblico il 23 febbraio nelle principali regioni del Nord e l’8 marzo in tutto il resto della penisola, per poi essere riaperte gradualmente, a posti dimezzati, a partire dal 14 giugno, registrando così un calo del 98% degli incassi rispetto all’estate del 2019 (1). Tuttavia, in questa difficile situazione di fermo quasi totale, il cinema ha trovato un modo più agile per sopravvivere: infatti, nonostante gli incassi delle sale si siano momentaneamente azzerati, i guadagni di Netflix sono saliti alle stelle, registrando, tra gennaio e marzo, un aumento di 15,8 milioni di utenti, il doppio rispetto alle previsioni per i primi mesi del 2020 (2).

Netflix e i competitors, inoltre, non solo hanno superato l’emergenza permettendo ai film di continuare a intrattenere il grande pubblico, ma hanno anche offerto agli Studios un nuovo canale su cui distribuire direttamente le nuove pellicole. Il blocco delle sale, difatti, ha costretto i grandi distributori a rimandare l’uscita di molti film fissati inizialmente per l’estate 2020, o ad optare per la pubblicazione delle pellicole su piattaforma streaming. Infatti, nonostante numerosi blockbusters siano ormai in calendario per il 2021 o, addirittura per il 2022, alcuni film, in Italia, hanno scelto la via della distribuzione online, trovando la luce proprio in piena pandemia. Tra questi: l’italiano Favolacce dei fratelli D’Innocenzo (Tim Vision, Infinity e Chili), The Lighthouse (Amazon Prime Video), Artemis Fowl (Disney+), Bombshell (Amazon Prime Video) e The Lovebirds (Netflix).

Una scelta favorita dal fatto che, mentre precedentemente l’uscita direttamente in streaming era associata a pellicole di minor qualità o, comunque, di seconda categoria, ora, grazie anche alle discussioni riguardo le possibili modifiche da introdurre nel regolamento dell’Academy, le due forme di distribuzione risultano sempre meno determinanti sulla qualità del prodotto. Infatti, nonostante diverse pellicole prodotte da Netflix abbiano già vinto e ricevuto candidature importanti agli Oscar (Roma, The Irishman, A Marriage Story…), in vista della cerimonia del prossimo anno, nell’Academy si sta parlando della possibilità di eliminare il vincolo storico del passaggio in sala, arrivando ad ammettere alla gara anche film mai proiettati sul grande schermo.

La pandemia non ha soltanto favorito lo streaming, ma ha anche portato l’industria cinematografica a riorganizzarsi, riscoprendo alcune forme di visione collettiva ormai abbandonate, come il drive in. Negli Stati Uniti, difatti, l’emergenza ha fatto registrare ottimi guadagni ai cinema all’aperto, portando, inoltre, alla diffusione delle sale pop-up, cioè di drive in improvvisati in aree aperte, riorganizzate momentaneamente in funzione del grande schermo.

Insomma, la pandemia ha permesso di rifocalizzarsi per un attimo sulla vera essenza del cinema, che si può ritrovare sia in sala cinematografica che in streaming, perché, come sostiene anche Christopher Nolan, in una celebre lettera inviata all’inizio dell’emergenza al Washington Post (3), lo scopo dei film è la catarsi, l’offerta di storie ed emozioni, che permettano allo spettatore di identificarsi. Questo processo di immedesimazione può avvenire in tal modo nell’intimo di ciascuno: nel buio di una camera da letto o all’interno di una sala o in un parcheggio riadattato; per sentirsi ancora, passato l’incubo della pandemia, una comunità unita. Per citare proprio le parole di Nolan, la cui pellicola, Tenet, uscito nelle sale il 26 agosto 2020: «People love to experience stories, because whether they are doing it together or alone, film, television, novels and games engage our emotions […] Maybe, like me, you thought you were going to the movies for sorround sound, or Goobers, or soda and popcorn, or movie stars. But we weren’t. We were there for each other». La scelta, dunque, non è tra sala cinematografica e piattaforma streaming, ma tra esperienza privata ed esperienza sociale.

Sitografia:

(1) Michela Finizio, ‘Lavoro, cinema, turismo e aerei: i numeri della crisi economica dopo sei mesi di virus’, Il Sole 24 Ore, 25 agosto 2020, https://www.ilsole24ore.com/art/lavoro-cinema-turismo-e-aerei-numeri-ko-sei-mesi-virus-ADPuLUj

(2) Marco Valsania, ‘Netflix, 16 milioni di nuovi abbonati nell’era dei lockdown’, Il Sole 24 Ore, 22 aprile 2020, https://www.ilsole24ore.com/art/netflix-16-milioni-nuovi-abbonati-nell-era-lockdown-AD8VrqL

(3) Christopher Nolan, ‘Christopher Nolan: Movie theaters are a vital part of American social life. They will need our help’, The Washington Post, 21 marzo 2020, https://www.washingtonpost.com/opinions/2020/03/20/christopher-nolan-movie-theaters-are-vital-part-american-social-life-they-will-need-our-help/